Riconversione ambientale. In Germania nella Ruhr sorgerà la prima autostrada per le biciclette

C’era una volta il bacino carbonifero della Ruhr, là dove la Germania unificata dal cancelliere Bismarck cominciò a costruire la sua potenza industriale e poi militare. Decine di chilometri di miniere a cielo aperto e agglomerati urbani che si andavano ammassando ai fianchi delle industrie senza soluzioni di continuità. Per un secolo l’ambiente di quella zona geografica, una vasta area nord occidentale del Paese, è stata sfruttato a fondo e inquinato. Negli ultimi vent’anni poi il Governo centrale in collaborazione con il Lander, utilizzando i fondi europei, ha cominciato una complessa e profonda riqualificazione, prima economica, intervenendo sul tessuto industriale, riconvertendo le fabbriche e la produzione del carbone in altre attività, fino ad arrivare all’opposto del carbone. Molte sono infatti le aziende che vi si sono insediate e che si occupano di energia pulita e fonti rinnovabili. La Germania è al primo posto in Europa, seconda l’Italia, per la ricerca e la produzione del fotovoltaico.
Ma una vera riqualificazione non poteva che passare anche e soprattutto per il recupero paesaggistico dell’intera area. Il Reno prima di tutto, il grande fiume che con le sue anse ha disegnato per secoli le campagne inghiottite dalle fabbriche e dalle case, è stato bonificato e così i terreni. E proseguendo in questo grande piano paesaggistico negli ultimi anni le amministrazioni locali hanno scelto la bicicletta e il suo uso come orizzonte di riqualificazione ambientale.
Tra i tanti interventi l’ultimo in ordine di tempo è quello forse più ambizioso e, per certi versi, rivoluzionario. Infatti nel dicembre scorso a Mülheim an der Ruhr, sono stati aperti i primi cinque chilometri dell’autostrada delle biciclette: una pista ciclabile particolarmente larga 5 metri e lunga 100 chilometri dal costo di 180 milioni di euro, metà finanziati dall’Unione e un 30% dalle amministrazioni locali. che dovrebbe essere completata nel 2020 e collegare Hamm, al confine orientale del bacino con Duisburg, confine occidentale. Praticamente con questo percorso veloce destinato solo alle due ruote si collegherà l’intero bacino, così in bici sarà possibile attraversare quello che un tempo era il distretto europeo più industrializzato.
La pista ciclabile è stata definita “autostrada” perché lungo i 100 chilometri della RS1 non ci saranno semafori o incroci con altre strade, ci saranno invece corsie di sorpasso e sovra o sottopassaggi per i pedoni che vorranno attraversarla. Alcuni studi svolti a latere della progettazione hanno illustrato come potenzialmente potranno essere un milione le persone che potranno usufruire della strada per le bici con un alleggerimento del traffico quotidiano anche di 50.000 veicoli.
Per quanto riguarda la sua realizzazione il progetto prevede solo una metà di nuova costruzione mentre il resto sarà ultimato solo migliorando e collegando tra loro alcune piste ciclabili già presenti e funzionanti.
Se tutto andrà come da programmi la pista autostrada ciclabile sarà la più lunga d’Europa seguita da una già funzionante in Danimarca, ma soprattutto sarà un ottimo esempio di come non sia utopia trasformare le attività umane e le zone che le hanno ospitate, anche le più inquinate, in ambienti puliti e socialmente sostenibili.
