Temperature miti, pochissima pioggia, montagne senza neve e smog. L'inverno che non c'è

In foto Torino avvolta dalla foschia e dallo smog
I Giorni della merla, quelli a cavallo di Gennaio e Febbraio, tradizionalmente i più freddi dell’anno, stanno trascorrendo con un clima primaverile in tutta la Penisola. Da nord a sud le temperature di questi giorni e di questo strano inverno, sono state piuttosto confacenti al periodo marzo aprile che a mesi come dicembre e gennaio.
A preoccupare sono le precipitazioni, si registra già da novembre un deficit precipitativo che potrebbe aprire le porte a prossime siccità.
I numeri dicono che dopo il mese di dicembre con un 91% di piogge rispetto alla media, gennaio è risultato praticamente come agosto in fatto di precipitazioni con i pesanti effetti per le campagne, i corsi d’acqua e naturalmente la qualità dell’aria delle nostre città.
Mentre la Coldiretti lancia l’allarme per il futuro prossimo delle nostre produzioni agricole, le prime vittime di questo “finto” inverno, i metereologi avvertono che negli ultimi due mesi abbiamo avuto sull’area centrale e occidentale del Mediterraneo un quadro atmosferico-previsionale del tutto identico a quello che si registra in piena estate con persistenti anticicloni a bloccare i flussi perturbati sia dall’Oceano Atlantico che le colate di freddo dall’Est europeo.
Ricapitolando, temperature sopra la media sconvolgono i cicli naturali delle campagne con fioriture fuori stagione ad esempio, la mancanza di pioggia crea pesanti deficit idrici nei fiumi, nei laghi, negli invasi artificiali, l’assenza di vento e pioggia fa ristagnare l’aria nei bassi strati con le drammatiche conseguenze sotto gli occhi e i nasi di tutti gli abitanti dei centri urbani, in montagna l’assenza di neve, oltre a rendere desolati i paesaggi tipici di questa stagione e ad influire negativamente sul corso della stagione turistica, avrà, se le cose non cambieranno, inevitabili ripercussioni sull’accesso all’acqua dei mesi estivi.
Conferma di questo panorama preoccupante giungono dai grandi fiumi del nord, dove il Po sembra essere ai livelli estivi con livelli idrometrici che sono inferiori di circa due metri rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, secondo le rilevazioni effettuate da Coldiretti a Pontelagoscuro qualche giorno fa, mentre il Lago Maggiore è al 17% della sua capacità e il Lago di Como che è sceso al 12%, un po’ meglio va per il lago di Garda.
Non resta dunque in sperare in una netta inversione di tendenza meteorologica che sembra all’orizzonte, secondo i calcoli previsionali, già dalla metà di questa settimana, con l’arrivo di aria più fredda o comunque in grado di riportare le piogge, la neve in montagna e condizioni più confacenti per l’inverno.
