Referendum Catalogna. SI AL 90%. Rajoy "E' una messinscena". Barcellona "Madrid deve rispettare la volontà popolare". Puigdemont "Abbiamo guadagnato la libertà e l'indipendenza, l'Europa non può fare finta di niente"

di redazione 01/10/2017 ESTERI
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Nella notte sono stati diffusi i dati ufficiali sui votanti (2.262.000), mentre i chiamati alle urne erano circa 5.300.000. I SI' sono stati 2.020.000 pari al 90%, mentre i NO si sono fermati a quota 176.000, cioè il 7,8%.

 "Oggi non c'è stato alcun referendum. È stato una messinscena, una sceneggiata ignorata dalla maggioranza dei catalani. Siamo una democrazia tollerante ma ferma, abbiamo rispettato la legge e la Costituzione, reagito con fermezza e serenità. Domani convocherò le forze politiche parlamentari per riflettere sul futuro".

Le parole pronunciate nella serata di domenica da Mariano Rajoy in diretta tv dalla Moncloa chiudono la giornata del referendum per l'indipendenza della Catalogna. Una giornata segnata da scontri e violenze - il governo catalano parla di almeno 761 feriti - dall'intervento costante e diffuso della polizia nazionale per impedire lo svolgimento della consultazione, sgomberare i seggi e sequestrare le urne non senza episodi di violenza.

Fonti del governo catalano parlano di oltre 800 feriti, due dei quali gravi. Il ministero dell'Interno spagnolo ha denunciato il ferimento di 12 agenti e l'arresto di sei persone, tra cui un minore. La polizia spagnola ha usato proiettili di gomma contro i manifestanti. La ministra catalana dell'Educazione Clara Ponsati denuncia di essere stata aggredita da agenti della polizia spagnola che hanno fatto irruzione in un seggio a Barcellona. "La polizia nazionale e la Guardia Civil hanno dovuto agire perché i Mossos d'Esquadra hanno anteposto le motivazioni politiche a quella professionali", ha dichiarato il rappresentante del governo di Madrid in Catalogna, Enric Millo. "Siamo stati obbligati a fare quello che non volevamo fare".

Per il premier spagnolo c'è stato il "fallimento di un progetto che ha provocato situazioni indesiderate e che ha causato un danno molto grave alla convivenza, un bene che dobbiamo recuperare". Rajoy precisa che non chiuderà "nessuna porta", si definisce "sempre per il dialogo ma nel quadro della legge e della democrazia". "Oggi - continua, nel discorso in diretta televisiva dalla Moncloa - abbiamo constato la forza della democrazia spagnola", perché "il referendum voleva liquidare la Costituzione senza tener conto dell'opinione degli spagnoli" ma "semplicemente non è esistito". Ringrazia "i partiti che hanno dimostrato lealtà verso lo Stato, i giudici e i procuratori che hanno applicato la legge e le forze di sicurezza che hanno tenuto fede agli obblighi e rispettato la giustizia". "Domani - annuncia - convocherò le forze politiche parlamentari per riflettere sul futuro". E rivolgendosi alle autorità catalane ha auspicato che "che adesso rinuncino e non continuino nell'errore. Che non facciano nuovi passi su una strada che non porta da nessuna parte".

 Il presidente catalano Puigdemont, ha rsiposto in tarda serata appellandosi anche all'Europa dicendo che "non può più voltarsi dall'altra parte. I cittadini catalani si sono guadagnati il diritto ad uno Stato indipendente, mentre lo stato spagnolo ha scritto oggi una pagina vergognosa della sua storia".


La giornata era iniziata con l'irruzione della polizia spagnola nel seggio elettorale di Girona dove era previsto votasse il presidente Carles Puigdemont sfondando le porte che era state chiuse dai cittadini. Gli agenti hanno fatto irruzione all'interno accolti dal grido degli elettori "Voterem" mentre i volontari catalani portavano via urne e schede. Puigdemont è poi riuscito a votare in un altro seggio a Girona. Almeno tre i feriti, fra cui un'anziana signora, nell'irruzione della polizia spagnola nel collegio Freire del quartiere di Roquetes a Barcellona. Gli agenti spagnoli, in tenuta antisommossa, sono intervenuti con la forza in diversi collegi elettorali dove si sono registrati tafferugli con i votanti.

La polizia spagnola ha usato proiettili di gomma in diverse occasioni, in particolare contro le persone che cercavano di allontanarsi dal seggio Ramon Llull di Barcellona. Ci sarebbe almeno un ferito. Un ricercatore di Princeton, Jordi Graupera, ha postato sui social un video che mostra un agente della Guardia Civil sparare contro la folla a Barcellona e una foto in cui si vede il proiettile di gomma verde.

Il presidente del governo catalano Puigdemont ha affermato che Madrid sta rispondendo a "urne, schede e seggi nelle scuole" con "manganelli e proiettili di gomma", "un esempio di azioni ingiustificate e ingiustificabili". Su Twitter Ada Colau, la sindaca di Barcellona ha chiesto alla polizia spagnola di "smetterla di caricare la popolazione indifesa"

Contrariamente a quanto annunciato dai media catalani, la partita "Barcellona - Las Palmas" non è stata annullata. Il match si è giocato a porte chiuse.

La "brutalità ingiustificata" della polizia contro gli elettori catalani è "una vergogna che accompagnerà per sempre l'immagine dello Stato spagnolo", ha detto Puigdemont. "La Spagna dovrà spiegare al mondo che cosa ha fatto oggi in Catalogna", ha dichiarato la presidente del parlamento catalano Carme Forcadell. L'ex capitano del Barcellona, Carles Puyol, scrive su Twitter "Votare è democrazia!". "Barcellona è una città di pace e non ha paura" twitta il sindaco di Barcellona Ada Colau. Duro l'intervento del leader di Podemos Pablo Iglesias: "Manganelli, anziani travolti. Quanto sta facendo il Partido Popular alla nostra democrazia mi ripugna. Sono corrotti, ipocriti, inutili"


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